ChatGPT Image 11 mar 2026, 17_55_04
IMG_4918 16 9

In questa intervista Leandra, fondatrice di Tempus Amoris, racconta come è nato il brand e la passione che ha dato origine alla sua storia.

Come nasce Tempus Amoris?

“Tutto è iniziato con un viaggio alle Mauritius nel febbraio del 1998.
La mia ultima figlia aveva solo due mesi e i miei figli più grandi 8, 10 e 12 anni.

Passeggiando mi imbattei in un negozio: si chiamava Le Petit Filles Modèles. Vendeva vestiti per bambini e avrei comprato tutto. E forse, in effetti, comprai molto.

Michel Abad, il titolare, prima mi scambiò per una francese, poi mi raccontò che aveva bloccate alla dogana di Roma 200 camicette da notte ricamate con il punto smock e mi propose di comprarle.

Io, che nella vita facevo tutt’altro, inizialmente titubante ne presi tre campioni in prova e, tornata a Roma, li proposi nei negozi. Accettarono.

Da lì iniziai con le produzioni: prima all’ingrosso, poi anche al dettaglio. Con una fiera a Milano cominciai a vendere in tutta Italia.
Da L’Albero di viale Romania a Roma, a Napoli in via dei Mille, passando per Milano con Baby Motta.

Poi arrivarono anche le divise per le scuole private di Roma.

Così è nata Tempus Amoris.”


Dalle scelte dei tessuti ai modelli classici di una volta. Hai vestito una generazione di bambini. A chi ti sei ispirata per le tue creazioni?

“I tessuti con cui ho lavorato fin dall’inizio erano principalmente spagnoli. Andavo per fiere e sceglievo quelli che, nel caso delle mie collezioni, erano sempre di primissima qualità: pura lana e cotone.

La parola chiave che mi ha sempre ispirata è senz’altro la tradizione.

Pensavo che avrei voluto vestire i miei figli con gli stessi abiti che portavamo io e i miei fratelli. Per le mie creazioni spesso mi capitava di portare nei laboratori modelli di quando ero piccola, come mi successe per i vestiti da battesimo, impossibili da trovare.

Mia nonna amava ricamare delle meravigliose copertine e mi sono ispirata anche a quelle.”


Negli anni i bambini sono cambiati molto e anche il loro modo di vestire. Cosa ne pensi?

“Io ho sempre pensato che la cosa più importante sia la qualità del tessuto.

Se hai un buon tessuto, nulla ti vieta di mettere un vestitino punto smock in lavatrice, esattamente come si farebbe con un jeans, con la differenza che quest’ultimo per un bambino è decisamente più scomodo.

In ogni caso difficilmente mi sono lasciata influenzare da quello che dicevano gli altri, dalle mode del momento o dai pregiudizi sul vestire bene i propri figli.

Il gusto classico non passa mai.”


Ora il testimone passa alla tua bambina, ormai divenuta donna. Cosa si prova?

“Sicuramente tanta felicità.

Sapere e vedere che mia figlia è guidata dalla stessa passione che ha guidato me mi fa pensare che potrà superarmi, cosa che mi rende davvero fiera.

Credo che il momento che ha scelto per rilanciare il marchio sia sicuramente il migliore. Inoltre sono certa che con l’e-commerce farà un grande salto di qualità.”


Cosa auguri ad Alessia e quale consiglio vuoi darle?

“Il consiglio che do è quello di superarmi.

Con le tecnologie di oggi lo farà senza dubbio, e il mio auspicio è che, dopo aver appreso qualcosa da me, possa insegnarmi qualcosa anche lei, in uno scambio alla pari.

Le consiglio di non lasciarsi influenzare nelle collezioni, soprattutto nei colori.
Mai avere paura dei colori.

Che poi anche questo è merito della nonna.”

 

F.C.

 

 

Oggi Tempus Amoris continua il suo percorso tra tradizione, famiglia e nuove collezioni pensate per i più piccoli.

× Scrivimi su WhatsApp